40 incisori dialogano con le opere di 4 Maestri

Successive sedi espositive:
PAVIA, Musei Civici, dal 6 febbraio al 10 marzo
GEMONIO, Museo Civico Floriano Bodini, dal 16 marzo al 22 aprile
ABBIATEGRASSO, Palazzo Cittadini Stampa, dal 4 al 31 maggio

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Giuliana Consilvio “Alba sulla città”  – Acquaforte, punta secca con rotelle – lastra cm. 65×50


Nelle opere di Floriano Bodini la colomba è uno dei soggetti privilegiati sia nella scultura sia nei disegni che nelle incisioni.
Per l’artista la colomba è simbolo di rinascita, di speranza e fiducia nell’uomo.
Ho ammirato il disegno che appare sulla copertina del romanzo di Davide Lajolo “Vedere l’erba dalla parte delle radici” del 1977.
La colomba disegnata da Bodini è simbolo di tenerezza di calore umano, del volo senza fine nell’universo.

Nell’opera che ho realizzato, una incisione su lastra di zinco, ho rappresentato la colomba con le ali spiegate, intrappolata in parte dall’asfalto, dal catrame delle strade della città, in atto di liberarsi come in un soffio di pace.
Il linguaggio calcografico è molto vicino a quello scultoreo.
In entrambi l’artista si confronta con la materia che nell’incisione è la matrice di rame, zinco, ferro.
Ci sono però due momenti distinti nel lavoro di chi incide. Scavare la matrice con punte, bulini o acidi e trasferire poi su carta l’immagine incisa: la stampa.
Le “stampe” si guardano, soprattutto si leggono toccandole, accarezzando il foglio per sentire quel particolare rilievo cartaceo che fa della calcografia un bassorilievo.
Il segno nella stampa a secco proietta la propria ombra sulla superficie bianca del foglio, la sua particolare vibrazione.
Nell’opera che ho realizzato “Alba sulla città” la matrice presenta nella parte inferiore solchi scavati e superfici scabrose, nella parte superiore il segno, sempre inciso, è sottile e si avvale di intrecci calcografici per realizzare passaggi di toni delicati.
Questa dicotomia tecnica è la Tematica.
La matrice in basso aggressiva, da vita nella parte alta a un pensiero lirico che in un segno delicato si manifesta nella colomba.

La colomba rappresenta per me ponte ideale tra terra e cielo, fra popolo e popolo, oggi, oserei dire, tra uomo e uomo.
Proviamo a seguire idealmente il volo di questa mia “creatura” attraverso spazi nuovi.
La colomba calcografica si arricchisce di simbologie capaci, quasi per incanto, di parlare un comune linguaggio universale e, con la sua apparizione, dissipare l’oscurità di un ambiente corrotto.
Mi piace pensarLa come simbolo di una delle tante Albe: dal diluvio universale alla rinascita.
Giuliana Consilvio


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